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Moltiplicatori di Lagrange e funzione implicita

https://www.youtube.com/watch?v=8mjcnxGMwFo

Consideriamo l’insieme A={pR2g(p)0}A = \Set{\mathbf{p} \in \R^2 \mid g(\mathbf{p}) \leq 0}, dove gC1(R2)g \in C^1(\R^2). Definiamo la sua frontiera come A={pR2g(p)=0}\partial A = \Set{\mathbf{p} \in \R^2 \mid g(\mathbf{p}) = 0}. A\partial A rappresenta un vincolo (una curva nel piano).

Supponiamo di voler massimizzare o minimizzare una funzione fC1(R2)f \in C^1(\R^2) su A\partial A. Assumiamo le seguenti condizioni:

  •  minAf(p)=f(p0)\exists\ \min_{\partial A} f(\mathbf{p}) = f(\mathbf{p}_0), oppure  maxAf(p)=f(p0)\exists\ \max_{\partial A} f(\mathbf{p}) = f(\mathbf{p}_0);
  •  g(p0)0\exists\ \nabla g(\mathbf{p}_0) \neq \mathbf{0};

In queste condizioni, esiste un numero reale λ0\lambda_0, noto come moltiplicatore di Lagrange, tale che il punto (x0,y0,λ0)(x_0, y_0, \lambda_0) sia un punto stazionario (libero) della funzione lagrangiana definita come:

L(x,y,λ)=f(x,y)+λ g(x,y)L(x, y, \lambda) = f(x, y) + \lambda\ g(x, y)

Equivalentemente, deve esistere λ0\lambda_0 tale che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

{g(p0)=0f(p0)+λ0g(p0)=0\begin{cases} g(\mathbf{p}_0) = 0 \\ \nabla f(\mathbf{p}_0) + \lambda_0 \nabla g(\mathbf{p}_0) = \mathbf{0} \end{cases}

La prima condizione assicura che p0\mathbf{p}_0 si trovi sulla frontiera di AA, mentre la seconda condizione implica che i gradienti di ff e di gg siano paralleli in p0\mathbf{p}_0.

Il moltiplicatore λ\lambda è il fattore di proporzionalità che lega i gradienti, dato che essi sono linearmente dipendenti in quel punto.

Un punto p0\mathbf{p}_0 che soddisfa queste condizioni (ovvero dove la curva di livello di ff e la frontiera A\partial A sono tangenti) è definito punto stazionario vincolato della funzione ff rispetto al vincolo A\partial A.

Teorema della funzione implicita di U. Dini

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Supponiamo che la funzione gg sia C1C^1 in un intorno del punto p0=(x0,y0)\mathbf{p}_0 = (x_0, y_0), che g(p0)=0g(\mathbf{p}_0) = 0 e che gy(p0)0\frac{\partial g}{\partial y}(\mathbf{p}_0) \neq 0. In questo caso, esistono un intorno B(p0,r)B(\mathbf{p}_0, r) e un intervallo (x0δ,x0+δ)(x_0 - \delta, x_0 + \delta) tali che:

  • L’insieme {pB(p0,r)  |  g(p)=0}\Set{\mathbf{p} \in B(\mathbf{p}_0, r) | g(\mathbf{p}) = 0} può essere rappresentato come il grafico di una funzione y=h(x):(x0δ,x0+δ)Ry = h(x): (x_0 - \delta, x_0 + \delta) \to \R;
  • La derivata di h(x)h(x) in (x0δ,x0+δ)(x_0 - \delta, x_0 + \delta) è: h(x)=gx(x,h(x))gy(x,h(x))h'(x) = - \frac{\frac{\partial g}{\partial x}(x, h(x))}{\frac{\partial g}{\partial y}(x, h(x))}

Il teorema garantisce che la curva definita implicitamente da g(p)=0g(\mathbf{p}) = 0 può essere localmente espressa esplicitamente come y=h(x)y = h(x). Questo risultato è fondamentale per studiare curve definite implicitamente (come circonferenze ed ellissi) senza la necessità di esplicitare la loro forma funzionale.