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Lezione (2025-10-16)

La larghezza di banda di un segnale è l’intervallo di frequenze per le quali il suo spettro assume valori non nulli.

In teoria la larghezza di banda può essere infinita (per i segnali a durata finita). Tuttavia nella realtà possiamo approssimarla prendendo l’intervallo dove si concentra la parte energeticamente più rilevante del segnale.

Per esempio possiamo prendere l’intervallo [B,B][-B, B] entro il quale è incluso il 90% dell’energia:

BBBX(f)2 df=0.9 ExB \mid \int_{-B}^B |X(f)|^2\ df = 0.9\ E_x

Abbiamo visto che la risposta di un sistema LTI si può scrivere come la convoluzione tra il segnale e la risposta all’impulso.

La convoluzione è un integrale che talvolta è difficile da risolvere. Nel dominio delle frequenze invece essa diventa una semplice moltiplicazione.

Preso un sistema con input x(t)x(t), output y(t)y(t) e risposta impulsiva h(t)h(t):

y(t)=x(t)h(t)FY(f)=X(f) H(f)y(t) = x(t) * h(t) \trFourierA Y(f) = X(f)\ H(f)

H(f)H(f) si può esprimere come il rapporto dell’output sull’input. Essa è detta risposta in frequenza del sistema.

Da H(f)H(f) possiamo esplicitare 3 funzioni:

  • Risposta in ampiezza H(f)|H(f)|: dice come viene modificata in ampiezza ogni componente del segnale.
  • Risposta in fase Φ(f)=arg(H(f))\Phi(f) = \arg{H(f)}: dice quanto viene sfasata ogni componente del segnale.
  • Ritardo di gruppo τ(f)=12πdΦ(f)df\tau(f) = - \frac{1}{2 \pi} \dv{\Phi(f)}{f}: dice quanto viene ritardata nel tempo ogni componente del segnale (fornisce la stessa informazione della risposta in fase).

Analizzeremo ora qual’è il comportamento di un ‘blocco’ di sistemi composto dai componenti di trasformazione che abbiamo visto finora.

  • Sistemi in serie:

    X(f)───H_1(f)───H_(f)───Y(f)

    La risposta in frequenza sarà Htot(f)=H1(f) H2(f)H_{\text{tot}}(f) = H_1(f)\ H_2(f).

  • Sistemi in parallelo:

    ┌─H_1(f)─┐
    X(f)──┤ ├──Y(f)
    └─H_2(f)─┘

    La risposta in frequenza sarà Htot(f)=H1(f)+H2(f)H_{\text{tot}}(f) = H_1(f) + H_2(f).

  • Retroazione negativa:

    Si collega l’uscita di H1(f)H_1(f) ad H2(f)H_2(f), e si sottrae l’output di H2(f)H_2(f) all’ingresso del sistema.

    X(f)─┬─H_1(f)─┬─Y(f)
    │ │
    └─H_2(f)─┘

    La risposta in frequenza sarà Htot(f)=H1(f)1+H1(f) H2(f)H_{\text{tot}}(f) = \frac{H_1(f)}{1 + H_1(f)\ H_2(f)}.

La larghezza di banda di un sistema, o banda passante, è la massima frequenza che il sistema lascia passare.

Anche in questo caso si definisce una banda massima in termini di energia ‘non trascurabile’, ma dato che il sistema non ha una propria energia, bisogna definire una nuova misura: il guadagno in funzione della frequenza.

G(f)=H(f)2G(f) = |H(f)|^2

Per convenzione, la banda passante è la frequenza oltre la quale il guadagno del sistema scende di 3 decibel rispetto al picco. A questa frequenza il sistema dimezza la potenza (in Watt) delle componenti frequenziali del segnale in ingresso.