Skip to content

Lezione (2025-10-02)

La rete è una struttura complessa, formata da molti componenti, ma allo stesso tempo deve essere estremamente flessibile.

Suddividendo la rete a strati si possono isolare delle ‘mansioni’ che ogni componente deve svolgere. Inoltre la manutenzione è più semplice perché se cambia un componente il comportamento deve essere lo stesso e quindi c’è la garanzia che le applicazioni continueranno a funzionare.

Ogni strato (o layer) della rete ha le seguenti proprietà:

  • fornisce servizi al layer superiore;
  • usa i servizi del layer inferiore;
  • il layer N+1 sa solo che i layer inferiori offrono il servizio N, i layer da N in giù devono essere considerati una scatola nera per le entità al layer N+1;

L’interfaccia di programmazione che divide un layer dall’altro è detta service access point (SAP).

Lo scambio di informazioni tra entità dello stesso layer è regolato da un protocollo.

Il modello che si usa più comunemente suddivide la rete in 5 strati:

  • layer 7 ‘applicazione’:
    • specifico per ogni programma che ha bisogno di scambiare dati;
    • ci sono alcuni protocolli pubblici che permettono a programmi diversi di collaborare (HTTP, SMTP, etc…);
    • i pacchetti di livello 7 sono chiamati ‘messaggi
    • esempio: protocollo HTTP;
  • layer 4 ‘trasporto’:
    • risolve problemi di QoS del layer 3;
    • segmenta e ricompone i dati;
    • multiplexing e demultiplexing di applicazioni;
    • pacchetti di livello 4 sono chiamati ‘segmenti
    • esempio: protocollo TCP;
  • layer 3 ‘rete’:
    • connette tra un host e l’altro o diversi processi sullo stesso host.
    • i pacchetti di livello 3 sono chiamati ‘pacchetti’ o ‘datagrammi
    • esempio: protocolli IP;
  • layer 2 ‘link’:
    • usato per comunicazioni punto-punto (ad esempio tra host e switch);
    • controlla e corregge errori di trasmissione;
    • implementa il MAC (Medium Access Control);
    • i pacchetti di livello 2 sono chiamati ‘frame’;
    • esempio: protocolli ethernet, wlan, etc…;
  • layer 1 ‘fisico’:
    • trasferimento dei singoli bit sul mezzo fisico;

Il modello OSI introduce altri 2 strati:

  • layer 6 ‘presentazione’: prima di applicazione, permette di interpretare il significato dei dati (cifratura, compressione, etc..);
  • layer 5 ‘sessione’: prima di presentazione, permette di recuperare dati salvati sull’host inerenti alla richiesta;

In realtà questi 2 strati vengono implementati a livello di applicazione visto il numero di mansioni specifiche che possono svolgere.

Ogni messaggio che viene trasmesso attraverso il modello a strati segue un percorso specifico attraverso gli strati;

  1. l’applicazione genera il messaggio e lo invia al layer di trasporto;
  2. il layer di trasporto aggiunge delle testate al messaggio e invia il tutto al layer successivo e così via finché i bits non vengono trasmessi fisicamente;
  3. nell’host ricevitore il messaggio compie il percorso contrario gli strati leggono e rimuovono le corrispettive testate e passano il messaggio al superiore;

Percorso del messaggio attraverso gli strati

In un sistema con MM layer, i dati da trasmettere costituiscono una MM-SDU (service data unit di layer MM). A ciò il layer aggiancia la propria MM-PCI (protocol control information). Il risultato è una MM-PDU (protocol data unit).

Ogni layer considera la PDU del livello superiore come una busta chiusa, non può cambiare il suo comportamento a seconda del contenuto.

Dal ricevitore si inverte il processo: ogni layer rimuove le sue PCI.

Esempio di stratificazione delle PDU

Le data unit possono essere:

  • assemblate: per evitare di inviare pacchetti troppo piccoli;
  • segmentate: per evitare di inviare pacchetti troppo grandi;
  • ri-assemblate: processo inverso della segmentazione;