Si osserva che questa uguaglianza è indipendente da x1. Questa proprietà
può essere verificata applicando la regola delle derivate parziali
incrociate, che sono uguali dato che ω è chiusa.
Una curva di Jordan è una curva piana γ:[a,b]→R2 semplice e
chiusa.
Proprietà:
Il sostegno Γ=γ([a,b]) divide il piano in due insiemi aperti:
uno limitato, che designiamo come interno della curva (Dint), e l’altro
illimitato, che chiamiamo esterno della curva (Dest).
Dint e Dest hanno la stessa frontiera che coincide con Γ.
Un sottoinsieme S⊂R3 è definito superficie (elementare) se esiste
una mappa σ:D⊆R2→R3,
σ(u,v)=(x(u,v),y(u,v),z(u,v)), che soddisfa le seguenti
condizioni:
D è un aperto di R2, interno di una curva di Jordan.
σ è continua e σ:D→R3 è iniettiva.
σ(D)=S
Una funzione verificante le precedenti condizioni è detta una parametrizzazione
di S.
S si dice una superficie cartesiana se esiste una parametrizzazione
σ:D⊆R2→R3 del tipo:
σ(u,v)=⎩⎨⎧(f(u,v),u,v)(u,f(u,v),v)(u,v,f(u,v))
dove f:D→R continua.
Osservazioni:
A differenza delle curve, il nome superficie è dato all’immagine della
parametrizzazione e non alla parametrizzazione stessa.
La definizione attuale si riferisce esclusivamente a superfici limitate.
Data una superficie S⊂R3, la sua parametrizzazione non è unica.
La definizione di punto interno e di bordo da un punto di vista intrinseco
differisce da quelle frontiera e parte interna di S vista come sottoinsieme di
R3 (in quanto ∂S=S e S˙=∅).
Un punto x∈S si dice interno ad S se esiste un intorno
B(x,r) ed una parametrizzazione
σp:Dp⊆R2→R3 di
B(x,r)∩S tale che x∈σp(Dp).
L’insieme di punti interni di S si denota con S′.
Si chiama bordo di S (bor(S)) l’insieme dei punti che non sono interni ad
S, ovvero bor(S)=S∖S′.
La regolarità (C1) della parametrizzazione di una superficie non basta per
garantire l’esistenza del piano tangente ad essa.
Siano:
σ:D→S di classe C1
σ(u,v)=(x(u,v),y(u,v),z(u,v))
γ:[a,b]→D di classe C1
γ(t)=(u(t),v(t))
γ(t0)=(u0,v0)
γ′(t0)=0
γ~:[a,b]→S
γ~(t)=σ(γ(t))=(x(γ(t)),y(γ(t)),z(γ(t)))
L’esistenza del piano π tangente a S in un punto interno
σ(u0,v0) dovrebbe implicare che, per qualsiasi curva γ che
rispetti le condizioni stabilite:
anche γ~ è una curva di classe C1 con
γ~′(t0)=0;
la retta tangente a γ~, passante per γ~(t0) deve
appartenere a π;
Vogliamo imporre che γ~′(t0)=0 al fine di
verificare la regolarità della superficie nel punto σ(γ(t0)).
Affinché γ~′(t0)=0 per ogni curva ammissibile (con
γ′(t0)=0), è necessario che σu(u0,v0) e
σv(u0,v0) siano linearmente indipendenti. Di conseguenza, il loro
prodotto vettoriale sarà diverso da 0.
Consideriamo il piano π definito dall’equazione parametrica:
π=σ(u0,v0)+λσu(u0,v0)+μσv(u0,v0)
e osserviamo che la sua equazione cartesiana corrisponde a:
a(x−x0)+b(y−y0)+c(z−z0)=0
dove:
(a,b,c)=σu(u0,v0)×σv(u0,v0)=0;
(x0,y0,z0)=σ(u0,v0);
Pertanto, se (x,y,z)∈π, esistono λ e μ tali che
(x,y,z)=σ(u0,v0)+λσu(u0,v0)+μσv(u0,v0)
Si osserva anche che la retta tangente a γ~(t0), di equazione
parametrica: