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Forme differenziali esatte chiuse e integrali

Integrale curvilineo di II specie per curve equivalenti

Section titled “Integrale curvilineo di II specie per curve equivalenti”

Siano ERnE \subseteq \R^n un insieme, γ:[a,b]E\gamma: [a, b] \to E e γ~:[α,β]E\tilde{\gamma}: [\alpha, \beta] \to E curve equivalenti di classe C1C^1, e ω\omega una forma differenziale di classe C0(E)C^0(E).

  • Se γ\gamma e γ~\tilde{\gamma} hanno lo stesso verso, allora γω=γ~ω\int_\gamma \omega = \int_{\tilde{\gamma}} \omega.
  • Se γ\gamma e γ~\tilde{\gamma} hanno verso opposto, allora γω=γ~ω\int_\gamma \omega = - \int_{\tilde{\gamma}} \omega.

Forme differenziali esatte (o campi vettoriali conservativi)

Section titled “Forme differenziali esatte (o campi vettoriali conservativi)”

Sia ERnE \subseteq \R^n un insieme aperto e sia U:ERU: E \to \R una funzione di classe C1(E)C^1(E).

Possiamo associare ad UU la forma differenziale:

dU=Udx=Ux1dx1++UxndxndU = \nabla U \cdot d\mathbf{x} = \frac{\partial U}{\partial x_1} dx_1 + \ldots + \frac{\partial U}{\partial x_n} dx_n

Sia ω=Fdx\omega = F \cdot d\mathbf{x}, dove F:ERnF: E \to \R^n è un campo vettoriale di classe C0(E)C^0(E). La forma differenziale ω\omega è esatta in EE se esiste una funzione UU tale che:

 xE, U(x)=F(x)\forall\ \mathbf{x} \in E,\ \nabla U(\mathbf{x}) = F(\mathbf{x})

o, in forma differenziale:

dU=ωdU = \omega

In questo caso, UU è detta funzione potenziale (o primitiva) di ω\omega (o di FF) in EE.

Sia ω=Fdx\omega = F \cdot d\mathbf{x} una forma differenziale continua ed esatta su EE. Allora, per ogni curva γ:[a,b]E\gamma: [a, b] \to E di classe C1C^1 a tratti, vale il teorema fondamentale del calcolo integrale:

γω=U(γ(b))U(γ(a))\int_\gamma \omega = U(\gamma(b)) - U(\gamma(a))

dove UU è una funzione potenziale di ω\omega.

Dalla definizione di forma esatta, segue che se ω\omega è una forma esatta su EE, allora per ogni curva chiusa γ:[a,b]E\gamma: [a, b] \to E di classe C1C^1 a tratti:

γω=0\oint_\gamma \omega = 0

Definiamo ora il criterio per verificare l’ipotesi di esattezza di una forma differenziale.

Sia ERnE \subseteq \R^n un insieme aperto e sia ω=Fdx\omega = F \cdot d\mathbf{x}, dove F:ERnF: E \to \R^n è un campo vettoriale con componenti FiC1(E)F_i \in C^1(E).

La forma ω\omega è chiusa in EE se è verificata la condizione di Jacobi (o regola delle derivate in croce):

 i,j{1,,n}, Fixj(x)=Fjxi(x)\forall\ i,j \in \Set{1,\ldots,n},\ \frac{\partial F_i}{\partial x_j}(\mathbf{x}) = \frac{\partial F_j}{\partial x_i}(\mathbf{x})

Se ωC1(E)\omega \in C^1(E), si ha la seguente implicazione:

ω esatta in E    ω chiusa in E\omega \text{ esatta in } E \implies \omega \text{ chiusa in } E

Condizione sufficiente per l’esattezza di una forma differenziale

Section titled “Condizione sufficiente per l’esattezza di una forma differenziale”

Sia ERnE \subseteq \R^n un insieme aperto e convesso.

Se ωC1(E)\omega \in C^1(E), allora la condizione di chiusura è necessaria e sufficiente per l’esattezza:

ω esatta in E    ω chiusa in E\omega \text{ esatta in } E \iff \omega \text{ chiusa in } E