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Trasferimento di segnale e componenti elettrici

Prendiamo un circuito composto da un generatore di tensione (VsV_s: ss sta per source) e 2 resistenze RsR_s (source resistance) e RlR_l (load resistance).

┌──R_s──┐
│+ │
V_s R_l
│- │
└───────┘

Se volessimo un efficiente trasferimento di segnale, la resistenza RlR_l dovrebbe essere molto più grande di RsR_s perché vogliamo massimizzare la tensione ai capi della resistenza di carico.

La potenza è data da P=Vl IlP = V_l\ I_l. Dobbiamo quindi trovare il valore della resistenza che massimizza questa grandezza.

Vl=VsRlRs+RlV_l = V_s \frac{R_l}{R_s + R_l} e Il=VsRs+RlI_l = \frac{V_s}{R_s + R_l}, quindi P=Vs2 Rl(Rs+Rl)2P = \frac{V_s^2\ R_l}{(R_s + R_l)^2}. Per massimizzare, calcoliamo la derivata rispetto ad RlR_l (l’unico parametro variabile) e studiamo i punti in cui essa si annulla.

In condizioni ideali, il risultato è che il valore da assegnare a RlR_l per massimizzare la potenza trasferita è sempre uguale a RsR_s.

Q(t)=f(V(t))Q(t) = f(V(t))

Simbolo:

Simbolo condensatore

Restrizioni:

  • linearità: Q(t)=C(t) V(t)Q(t) = C(t)\ V(t);
  • tempo-invarianza: Q(t)=C V(t)Q(t) = C\ V(t);

Corrente che passa attraverso un condensatore: I(t)=dQdt(t)=CdVdt(t)I(t) = \frac{dQ}{dt}(t) = C \frac{dV}{dt}(t).

Se invertiamo l’equazione possiamo trovare la differenza di potenziale del condensatore a partire dalla corrente che passa:

I(t) dt=C dV(t)V(t0)V(t)dV=1Ct0tI(t) dtV(t)=1Ct0tI(t) dt+V(t0)\begin{array}{c} I(t)\ dt = C\ dV(t) \\ \Updownarrow \\ \int_{V(t_0)}^{V(t)} dV = \frac{1}{C} \int_{t_0}^t I(t)\ dt \\ \Updownarrow \\ V(t) = \frac{1}{C} \int_{t_0}^t I(t)\ dt + V(t_0) \end{array}

I condensatori sono componenti che mantengono la carica anche quando la corrente del circuito si interrompe. Infatti, in assenza di corrente, la tensione è costante nel tempo (dipende solo dal valore presente a t0t_0).

ΦB(t)=f(I(t))\Phi_B(t) = f(I(t))

Simbolo:

Simbolo induttore

Restrizioni:

  • linearità: ΦB(t)=L(t) I(t)\Phi_B(t) = L(t)\ I(t);
  • tempo-invarianza: ΦB(t)=L I(t)\Phi_B(t) = L\ I(t);

Tensione sui capi di un induttore: V(t)=dΦBdt(t)=LdIdt(t)V(t) = \frac{d\Phi_B}{dt}(t) = L \frac{dI}{dt}(t)

Conseguenze:

  • se la corrente è costante nel tempo, la sua derivata è 0 e la tensione diventa 0;
  • l’induttore immagazzina energia nel campo magnetico generato dalla corrente; è solo la variazione della corrente a provocare una reazione;

Il solenoide è un classico esempio di induttore. Considerato un solenoide di lunghezza ll e numero di spire NN, il campo magnetico al suo interno è dato dalla legge di Ampère:

B(t)dl=μ0 N I(t)    B(t)=μ0 I(t)Nl\oint \vec{B}(t) \cdot \vec{dl} = \mu_0\ N\ I(t) \iff B(t) = \mu_0\ I(t) \frac{N}{l}

Per trovare l’induttanza LL devo conoscere l’area AA di una singola spira, da cui posso ricavare il flusso magnetico passante attraverso una spira.

ΦB(t)=B(t) A=μ0 I(t)N Al\Phi_B(t) = B(t)\ A = \mu_0\ I(t) \frac{N\ A}{l}

L’induttanza è definita come il rapporto tra il flusso magnetico totale (legatura di flusso) e la corrente che lo genera. Poiché il solenoide ha NN spire, il flusso totale è NΦB(t)N \Phi_B(t).

L=NΦB(t)I(t)=μ0N2 AlL = \frac{N \Phi_B(t)}{I(t)} = \mu_0 \frac{N^2\ A}{l}