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Continuità e differenziabilità delle funzioni

Sia 𝑓:𝐴⊆ℝ𝑛→ℝ, 𝑓 si dice continua in 𝒑0 se si avvera una delle seguenti condizioni:

  • 𝒑0 è un punto isolato di 𝐴.
  • 𝒑0 è un punto di accumulazione di 𝐴 e ∃lim𝒑→𝒑0𝑓(𝒑)=𝑓(𝒑0).

𝑓 è una funzione continua su 𝐴 (𝑓∈𝐶0(𝐴)) se essa è continua in ogni punto di 𝐴.

Difference between d𝑓d𝑥, Δ𝑓Δ𝑥, and 𝜕𝑓𝜕𝑥 on math.stackexchange.com

Una derivata parziale di una funzione è la derivata che si ottiene mantenendo costanti tutte le variabili diverse da quella rispetto alla quale si sta derivando. Il numero di derivate parziali di una funzione corrisponde al numero di variabili della funzione.

Si dice che 𝑓 è derivabile parzialmente rispetto alla variabile 𝑥 nel punto 𝒑0=(𝑥0,𝑦0) se:

lim𝑥→𝑥0𝑓(𝑥,𝑦0)−𝑓(𝑥0,𝑦0)𝑥−𝑥0=𝜕𝑓𝜕𝑥(𝑥0,𝑦0)

Se 𝑓 è derivabile parzialmente in 𝒑0 rispetto a tutte le variabili, allora il vettore gradiente di 𝑓 in 𝒑0 è il vettore le cui componenti sono date dal valore delle derivate parziali in quel punto:

∇𝑓(𝒑0)=(𝜕𝑓𝜕𝑥(𝑥0,𝑦0),𝜕𝑓𝜕𝑦(𝑥0,𝑦0))

Se esiste il gradiente di 𝑓 su tutto il dominio 𝐴, allora ∇𝑓:𝐴⊂ℝ𝑛→ℝ𝑛 è detto campo di vettori gradiente di 𝑓.

La sola esistenza del gradiente (∇𝑓) non è la nozione corretta di derivabilità per funzioni a più variabili. Dovremo definire delle ulteriori condizioni.

Esempio:

{𝑥𝑦𝑥2+𝑦2(𝑥,𝑦)≠𝟎0(𝑥,𝑦)=𝟎

È una funzione non continua in 𝟎, tuttavia esiste comunque il gradiente (∇𝑓(𝟎)=(0,0)).


Una funzione a due variabili si dice differenziabile in 𝒑0=(𝑥0,𝑦0) se esiste un piano tangente al grafico di 𝑓 nel punto (𝑥0,𝑦0,𝑓(𝑥0,𝑦0)).