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Convoluzioni notevoli e serie di Fourier

  • La convoluzione di un segnale qualsiasi con un impulso restituisce il segnale stesso.
  • Se invece si esegue la convoluzione con un impulso traslato, la risposta è il segnale traslato.

Convoluzione di 2 rettangoli simmetrici di pari durata

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Consideriamo 2 rettangoli di uguale durata e simmetria pari:

  • 𝑥1(𝑡)=𝐴1rect(𝑡𝑇)
  • 𝑥2(𝑡)=𝐴2rect(𝑡𝑇)

La convoluzione sarà:

𝑦(𝑡)=∫−∞+∞𝑥1(𝜏)𝑥2(𝑡−𝜏)d𝜏

Possiamo dividere il calcolo dell’integrale di convoluzione in intervalli. Per |𝑡|>𝑇 i rettangoli non si incontrano, quindi 𝑦(𝑡)=0; resta da calcolare l’intervallo |𝑡|<𝑇.

  • In −𝑇<𝑡<0:

    𝑦(𝑡)=∫−𝑇2𝑡+𝑇2𝐴1𝐴2d𝜏=𝐴1𝐴2(𝑇+𝑡)
  • In 0<𝑡<𝑇:

    𝑦(𝑡)=∫𝑡−𝑇2𝑇2𝐴1𝐴2d𝜏=𝐴1𝐴2(𝑇−𝑡)

Combinando i pezzi della funzione otteniamo un triangolo isoscele centrato nell’origine e di durata 2𝑇.

Convoluzione di 2 rettangoli simmetrici di diversa durata

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Fissiamo le idee supponendo 𝑇2>𝑇1 (nel caso opposto i ruoli si invertono) e consideriamo 2 ulteriori punti notevoli:

  • per 𝑡<−𝑇1+𝑇22 e 𝑡>𝑇1+𝑇22 i rettangoli non si incontrano;
  • in −𝑇1+𝑇22<𝑡<𝑇1−𝑇22 avremo una rampa crescente;
  • in 𝑇1−𝑇22<𝑡<𝑇2−𝑇12 avremo una fase piatta con valore 𝐴1𝐴2𝑇1;
  • in 𝑇2−𝑇12<𝑡<𝑇1+𝑇22 avremo una rampa decrescente;

Otteniamo così un trapezio isoscele.

Prese 2 gaussiane con diverse medie e varianze:

  • 𝑥1(𝑡)=12𝜋𝜎12𝑒−(𝑡−𝜇1)22𝜎12
  • 𝑥2(𝑡)=12𝜋𝜎22𝑒−(𝑡−𝜇2)22𝜎22

Si dimostra che si ottiene un’altra gaussiana:

𝑦(𝑡)=𝑥1(𝑡)∗𝑥2(𝑡)=12𝜋(𝜎12+𝜎22)𝑒−(𝑡−(𝜇1+𝜇2))22(𝜎12+𝜎22)

Se un sistema non è lineare tempo-invariante, possiamo ottenere la risposta all’impulso e l’integrale di convoluzione, ma non è garantito che coincidano con la risposta del sistema.

In questo caso possiamo modellare il comportamento del sistema tramite la relazione ingresso-uscita. Essa determina l’uscita di un sistema per un dato ingresso in un certo istante.

La relazione ingresso-uscita dà informazioni utili solo nel caso di sistemi senza memoria. In quelli con memoria l’uscita dipende anche dai valori ricevuti in precedenza.

In fisica il concetto di frequenza è associato a fenomeni periodici. Nei segnali il concetto viene allargato anche al contenuto frequenziale di un segnale non periodico.

Segnali ad alta e bassa frequenza

Come quantificare la frequenza? Il problema l’ha risolto Jean-Baptiste Joseph Fourier.

Con la serie di Fourier si può rappresentare la frequenza di qualsiasi segnale come una serie infinita di sinusoidali (delle quali conosciamo già tutte le proprietà matematiche).

Un generico segnale periodico di periodo 𝑇0 può essere rappresentato mediante la seguente serie (serie di Fourier):

𝑥(𝑡)=𝑎0+∑𝑘=1+∞𝑎𝑘cos(2𝜋𝑘𝑓0𝑡+𝜃𝑘)
  • Le oscillazioni della serie hanno frequenza multipla di 𝑓0=1𝑇0, detta frequenza fondamentale.
  • Il termine 𝑘-esimo della serie è detto armonica di ordine 𝑘 ed è caratterizzato da 3 valori:

    • 𝑘𝑓0: frequenza dell’armonica;
    • 𝑎𝑘: ampiezza dell’armonica;
    • 𝜃𝑘: sfasamento dell’armonica;
  • Il termine 𝑎0 (a frequenza nulla) è detto componente continua.

Esempio: costruzione di un’onda quadra con serie di Fourier

Grafico onda quadra e armoniche