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Effetto frusta, modello di Fisher e sostenibilità

L’effetto frusta descrive l’amplificazione progressiva delle variazioni della domanda man mano che queste risalgono la filiera, dai consumatori finali verso i fornitori dei fornitori. Piccole fluttuazioni a livello di vendita al dettaglio si traducono in forti oscillazioni nei livelli di produzione e scorte a monte.

I fattori che generano il fenomeno sono:

  • mancanza di coordinamento: gli attori della filiera non comunicano tra loro, quindi ciascuno opera sulla base di previsioni distorte;
  • errori di previsione cumulativi: ogni attore formula previsioni basate sui dati del proprio cliente, introducendo un margine di errore che si espande;
  • comportamenti opportunistici: gli attori possono aumentare artificialmente gli ordini per coprirsi da possibili carenze future;
  • ritardi informativi e operativi: il time-to-order tra emissione di un ordine e soddisfazione genera disallineamenti;

Strumenti di mitigazione:

  • Supply chain integration: condivisione trasparente delle informazioni lungo tutta la filiera, per evitare fraintendimenti;
  • Vendor managed inventory: il fornitore gestisce direttamente i livelli di scorte del cliente, ricevendo informazioni e agendo di conseguenza;
  • Risk pooling: aggregazione della domanda di più clienti per assorbire le variazioni locali;
  • Postponement: ritardare il più possibile la differenziazione dei prodotti;
  • Contratti di fornitura collaborativi: garantiscono quantitativi e capacità assicurate dai fornitori;

Non esiste un approccio unico alla gestione della supply chain; la strategia deve essere adattata al tipo di prodotto o servizio offerto.

CaratteristicaProdotti funzionaliProdotti innovativi
Prevedibilità della domandaAltaBassa
Ciclo di vitaLungoBreve
MargineLimitatoElevato
VarietàBassaAlta
Rischio di obsolescenzaBassoAlto
Costo della vendita persaBassoAlto

Per i prodotti funzionali, l’obiettivo è la minimizzazione dei costi, quindi si può implementare una produzione JIT, con minimizzazione delle scorte, selezione efficiente dei fornitori e processi di produzione standardizzati.

Per i prodotti innovativi bisogna massimizzare la flessibilità e la velocità di risposta, mantenendo una capacità produttiva disponibile ma non necessariamente satura, con scorte di sicurezza in magazzino e partnership con fornitori flessibili.

Il punto di disaccoppiamento è il momento in cui la supply chain passa da processi efficienti a processi agili.

La sostenibilità è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.

Il concetto di triple bottom line introduce tre dimensioni da bilanciare:

  • people: condizioni lavorative eque e benessere dei lavoratori;
  • planet: riduzione dell’impatto ambientale;
  • profit: sostenibilità economica nel lungo periodo;

Le aziende attuano strategie di sostenibilità per due ragioni principali:

  • riduzione del rischio: per evitare rischi ambientali, di reputazione e normativi;
  • creazione di valore: per sviluppare prodotti e servizi sostenibili con minore impatto ambientale;