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Miglioramento radicale e continuo dei processi

  • Miglioramento radicale (Reingegnerizzazione dei processi, BPR): cambiamento veloce e brusco con grandi investimenti e rischi.
  • Miglioramento continuo (TQM, Six Sigma, Lean Manufacturing): cambiamento incrementale a lungo termine. Richiede minori investimenti ma una maggiore quantità di tempo.

Il BPR prevede una riprogettazione radicale dei processi aziendali, applicabile in contesti quali:

  • processi fortemente obsoleti che non offrono risultati soddisfacenti;
  • necessità di adeguarsi a nuovi trend e opportunità di mercato;
  • introduzione di tecnologie disruptive;
  • fusioni e acquisizioni aziendali;

L’obiettivo è quello di ripensare da zero i flussi, ruoli e tecnologie per ottenere miglioramenti drastici in tempi brevi.

Il TQM si focalizza sulla qualità totale a livello aziendale. Gli elementi chiave sono:

  • leadership impegnata nel guidare il miglioramento;
  • relazioni collaborative con i fornitori;
  • decisioni basate su dati oggettivi;
  • orientamento al processo;
  • coinvolgimento di tutto lo staff;

Il lean management ha il fine di eliminare gli sprechi e migliorare i flussi.

Gli sprechi sono intesi come qualsiasi attività che non aggiunge valore al prodotto:

  • sovraproduzione: produrre più di quanto richiesto;
  • trasporto: spostamenti eccessivi di materiali;
  • magazzino: accumulo di prodotti non venduti o di componenti in attesa;
  • attesa: code di prodotti o persone in attesa;
  • movimento: movimenti non necessari degli operatori;
  • lavorazioni non necessarie: attività burocratiche o test non richiesti;
  • difetti: prodotti difettosi che richiedono rilavorazione o richiamo;

Inoltre vengono valorizzate le competenze e le idee di ogni lavoratore.

Alcuni strumenti utilizzati sono:

  • Value stream mapping (VSM): mappatura del flusso di valore per identificare attività a valore aggiunto, non a valore aggiunto ma necessarie e non a valore aggiunto da eliminare.
  • Cinque S:

    • Seiri (Sorting): eliminare ciò che non serve;
    • Seiton (Set in order): organizzare gli oggetti nel punto giusto;
    • Seiso (Sweeping): pulire l’area di lavoro;
    • Seiketsu (Standardizing): standardizzare le procedure;
    • Shitsuke (Sustain): mantenere la disciplina;
  • Just-in-time: produzione sincronizzata con la richiesta del cliente, senza magazzini eccessivi;
  • Heijunka: livellamento della produzione, sia in volume che nel mix di prodotto;
  • Single minute exchange of die: riduzione al minimo dei tempi di cambio macchina;
  • Kanban: sistema di cartellini per attivare la produzione in base al consumo reale (pull);
  • Andon: sistema che permette agli operatori di fermare tutta la linea in caso di problemi;
  • Jidoka: automazione integrata con la presenza e competenza dell’operatore;
  • Genba: area di lavoro dove si analizzano i processi con osservazione diretta;

Il Six Sigma si focalizza sulla riduzione della variabilità di processo al minimo, ottenendo una distribuzione normale con deviazione standard molto piccola (quasi una linea verticale sulla media).

Metodologia DMAIC:

  • Define: identificare il problema e definire obiettivi e requisiti;
  • Measure: raccogliere dati oggettivi per misurare lo stato attuale;
  • Analyze: analizzare le cause profonde del problema;
  • Improve: sviluppare e implementare soluzioni;
  • Control: mantenere i miglioramenti nel tempo;

Alcuni strumenti usati dal Six Sigma sono:

  • Failure mode and effects analysis (FMEA): analisi dei potenziali guasti, delle loro cause e dei loro effetti.
  • Diagramma causa-effetto: analisi strutturata delle cause di un problema.
  • 5 Whys (why-why analysis): tecnica di analisi delle cause profonde tramite domande successive.
  • Diagrammi di Pareto: analisi ABC per identificare i pochi problemi che generano la maggior parte degli effetti.
  • Diagrammi di dispersione: individuazione di outlier e correlazioni.