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Invertitori logici, caratteristiche e margini di rumore

Nell’invertitore chiameremo 𝑉+ (o 𝑉DD) e 𝑉− le tensioni di alimentazione e 𝑉H e 𝑉L i livelli alti e bassi della tensione di uscita.

Quando l’ingresso è a 𝑉+, l’uscita va a 𝑉L. Viceversa, quando l’ingresso è a 𝑉−, l’uscita va a 𝑉H.

A livello base, usiamo 2 circuiti per pilotare l’uscita verso il valore alto o basso. Il pull down porta l’uscita a 𝑉L e il pull up la porta a 𝑉H. Idealmente, i 2 circuiti dovrebbero attivarsi in maniera mutualmente esclusiva.

Circuito di base dell'invertitore

Per gli invertitori reali, la caratteristica ingresso-uscita non è una funzione gradino. Bisogna definire dei range di valori per i quali la tensione di ingresso è considerata alta e bassa.

  • 𝑉IL: è la tensione massima per la quale l’ingresso è considerato basso;
  • 𝑉IH: è la tensione minima per la quale l’ingresso è considerato alto;
  • 𝑉OL: è la tensione di uscita per 𝑉I=𝑉IH;
  • 𝑉OH: è la tensione di uscita per 𝑉I=𝑉IL;

La regione compresa tra 𝑉IL e 𝑉IH è detta zona ad alto guadagno (rispetto al rumore). Infatti, una piccola variazione del segnale di ingresso viene amplificata e invertita in uscita.

I valori in cui vengono definiti 𝑉IL e 𝑉IH sono quelli in cui la tangente della funzione di trasferimento è uguale a −1.

Caratteristica di un invertitore reale

Il collegamento in cascata di porte logiche deve essere semplice. Ogni porta aggiunta diminuisce la tolleranza al rumore del circuito.

Il valore di 𝑉OL (valore massimo dell’uscita bassa) della prima porta deve essere minore di 𝑉IL della seconda porta.

Il margine di rumore è definito come la differenza NMH=𝑉OH−𝑉IH oppure NM𝐿=𝑉IL−𝑉OL. Maggiore è il loro valore, maggiore sarà la tolleranza del circuito al rumore.

Nella progettazione di circuiti con invertitori gli obiettivi sono:

  • minimizzare la zona indefinita, rendendo la caratteristica il più verticale possibile;
  • massimizzare i margini di rumore;
  • rendere il dispositivo unidirezionale (l’uscita non può provocare cambiamenti sull’ingresso);
  • mantenere i livelli di uscita compatibili con quelli di ingresso delle porte successive;
  • minimizzare, se possibile, l’area occupata e i consumi di potenza, massimizzando la velocità;

Un transistore MOS viene usato come interruttore.

  • Quando 𝑉𝐼 è bassa, l’interruttore è aperto e non passa corrente. L’uscita viene portata a 𝑉+ dalla resistenza 𝑅.
  • Quando 𝑉𝐼 è alta, l’interruttore è chiuso e l’uscita è connessa a massa dal transistore.

Il problema di questo design è che il circuito di pull-up è sempre attivo e il transistore deve ‘combattere’ con il resistore.

Circuito dell'invertitore a carico resistivo

L’invertitore nMOS usa un altro transistore nMOS come pull-up al posto del resistore. Chiameremo 𝑀L il pull-up e 𝑀S il pull-down.

Circuito dell'invertitore a carico saturo

𝑀L è sempre in saturazione, ma la sua tensione di soglia è influenzata da 𝑉SB che è uguale a 𝑉𝑂, quindi:

  • 𝑉L non andrà mai a 0.
  • 𝑉H non raggiungerà mai il valore di 𝑉DD.
Caratteristica dell'invertitore a carico saturo

Il problema con 𝑉H si può risolvere usando un transistore 𝑀L in depletion mode, che ha tensione di soglia negativa.

Circuito dell'invertitore depletion modeCaratteristica dell'invertitore depletion mode

La connessione da source a gate, invece che da drain a gate, è possibile perché 𝑀L è sempre acceso in questo caso, e il vantaggio è quello di poter limitare la corrente che passa quando l’uscita è bassa.