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Integrale di convoluzione e analisi fasoriale

Finora abbiamo visto il comportamento di un circuito dati i seguenti ingressi:

  • funzione gradino: 𝑔(𝑡)=𝑍0[𝜃(𝑡)];
  • funzione impulso: ℎ(𝑡)=𝑍0[𝛿(𝑡)];

Preso un ingresso arbitrario, posso suddividerlo in 𝑛 intervalli di ampiezza 𝑑, con estremi 𝑡0,…,𝑡𝑛 e altezza 𝑥(𝑡𝑖).

L’ingresso viene approssimato con una somma di impulsi allargati di area 𝑥(𝑡𝑖)𝑑:

𝑥approssimato(𝑡)=∑𝑖=0𝑛𝑥(𝑡𝑖)𝑑𝑃𝑑(𝑡−𝑡𝑖)

e l’uscita sarà data dalla somma delle risposte ad ogni impulso (sfrutto la linearità di 𝑍0):

𝑦approssimato(𝑡)=𝑍0[𝑥approssimato(𝑡)]=∑𝑖=0𝑛𝑥(𝑡𝑖)𝑑𝑍0[𝑃𝑑(𝑡−𝑡𝑖)]

Per 𝑑→0, l’approssimazione migliora sempre di più e ottengo l’integrale di convoluzione tra la risposta all’impulso e l’ingresso:

𝑦(𝑡)=𝑍0[𝑥(𝑡)]=∫0𝑡𝑥(𝜏)ℎ(𝑡−𝜏)d𝜏=∫−∞+∞𝑥(𝜏)ℎ(𝑡−𝜏)d𝜏=𝑥(𝑡)∗ℎ(𝑡)

Per definire completamente una sinusoidale (o cosinusoidale) devo definire 3 parametri:

𝑥(𝑡)=𝑟cos(𝜔𝑡+𝜃)
  • 𝑟: ampiezza;
  • 𝜔=2𝜋𝑓: pulsazione (dove 𝑓 è la frequenza);
  • 𝜃: fase;

Il fasore 𝑥̃ di una sinusoidale 𝑥(𝑡) è un numero complesso che non dipende dal tempo o dalla frequenza:

𝑥(𝑡)=𝑟cos(𝜔𝑡+𝜃)⇒𝑥̃=𝑟𝑒𝑗𝜃

𝑥(𝑡) corrisponde alla parte reale del numero complesso 𝑥̃𝑒𝑗𝜔𝑡=𝑟𝑒𝑗(𝜔𝑡+𝜃)

A 𝑡=0 i vettori (numeri complessi) del fasore e della sinusoide coincidono. Poi il termine 𝜔𝑡 fa ruotare il vettore del fasore in senso antiorario. Il grafico della componente reale di questo vettore che sta ruotando è quello della sinusoide.

Animazione fasore e sinusoide
  • unicità: fissato un 𝜔, un fasore caratterizza unicamente una certa sinusoide;
  • linearità: i numeri complessi sono lineari;
  • derivazione: il fasore associato alla derivata della sinusoide 𝑥(𝑡) è 𝑗𝜔𝑥̃.

Soluzione generale di una rete con ingresso sinusoidale

Section titled “Soluzione generale di una rete con ingresso sinusoidale”

Prendiamo 3 sinusoidali con i relativi fasori:

  • 𝑥1(𝑡)=𝑟1cos(𝜔𝑡+𝜃1)⇒𝑥̃1=𝑟1𝑒𝑗𝜃1
  • 𝑥2(𝑡)=𝑟2cos(𝜔𝑡+𝜃2)⇒𝑥̃2=𝑟2𝑒𝑗𝜃2
  • 𝑥3(𝑡)=𝑟3cos(𝜔𝑡+𝜃3)⇒𝑥̃3=𝑟3𝑒𝑗𝜃3

Definiamo una nuova funzione sinusoidale 𝑚(𝑡):

𝑚(𝑡)=𝑥1(𝑡)+d𝑥2(𝑡)d𝑡+d2𝑥3(𝑡)d𝑡2=ℜ(𝑥̃1𝑒𝑗𝜔𝑡)+dℜ(𝑥̃2𝑒𝑗𝜔𝑡)d𝑡+d2ℜ(𝑥̃3𝑒𝑗𝜔𝑡)d𝑡2=ℜ(𝑥̃1𝑒𝑗𝜔𝑡)+ℜ(d𝑥̃2𝑒𝑗𝜔𝑡d𝑡)+ℜ(d2𝑥̃3𝑒𝑗𝜔𝑡d𝑡2)=ℜ(𝑥̃1𝑒𝑗𝜔𝑡)+ℜ(𝑗𝜔𝑥̃2𝑒𝑗𝜔𝑡)+ℜ(−𝜔2𝑥̃3𝑒𝑗𝜔𝑡)=ℜ(𝑥̃1𝑒𝑗𝜔𝑡+𝑗𝜔𝑥̃2𝑒𝑗𝜔𝑡−𝜔2𝑥̃3𝑒𝑗𝜔𝑡)=ℜ(𝑒𝑗𝜔𝑡(𝑥̃1+𝑗𝜔𝑥̃2−𝜔2𝑥̃3))

Quindi abbiamo dimostrato che 𝑚̃=𝑥̃1+𝑗𝜔𝑥̃2−𝜔2𝑥̃3.

La scorsa lezione avevamo visto che la soluzione di una rete LTI con un ingresso 𝑥(𝑡) e un’uscita 𝑦(𝑡) è sempre un’equazione differenziale, talvolta impossibile da calcolare nel dominio del tempo.

Quando l’input è del tipo 𝑥(𝑡)=𝑟cos(𝜔𝑡+𝜃), possiamo scrivere esso e le sue derivate 𝑖-esime come:

d𝑖𝑥(𝑡)d𝑡𝑖=ℜ(𝑥̃(𝑗𝜔)𝑖𝑒𝑗𝜔𝑡)

Quindi la soluzione generale della rete diventa una formula algebrica:

{(∑𝑖=0𝑛𝑎𝑖(𝑗𝜔)𝑖)𝑦̃=(∑𝑖′=0𝑚𝑏𝑖′(𝑗𝜔)𝑖′)𝑥̃𝑦(𝑡0)=𝑘0⋮d𝑛−1𝑦(𝑡0)d𝑡𝑛−1=𝑘𝑛−1

Per trovare la soluzione di una rete con ingresso diverso da 0:

  1. Bisogna trovare la soluzione dell’omogenea, ovvero trovo le radici 𝑠𝑖 (distinte) del polinomio associato.
𝑦ℎ(𝑡)=∑𝑖=1𝑛𝑘𝑖𝑒𝑠𝑖𝑡
  1. La soluzione particolare sarà sinusoidale (poiché l’ingresso era sinusoidale).
𝑦𝑝(𝑡)=ℜ(𝑦̃𝑒𝑗𝜔𝑡)=|𝑦̃|cos(𝜔𝑡+𝜃)
  1. La soluzione generale è 𝑦(𝑡)=𝑦ℎ(𝑡)+𝑦𝑝(𝑡). Le costanti 𝑘𝑖 vanno determinate attraverso le condizioni iniziali.