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Fitting, convoluzione e trasformata di Laplace

Dato un insieme di coppie di dati (𝑥𝑖,𝑦𝑖), rappresentati su un grafico, possiamo trovare una curva che approssimi al meglio i dati sperimentali.

A tal scopo, si minimizza la somma degli errori quadratici, come già visto in Introduzione al machine learning.

Teorema della convoluzione (per T. di Fourier)

Section titled “Teorema della convoluzione (per T. di Fourier)”

Per il teorema della convoluzione, la convoluzione tra due funzioni nel dominio del tempo corrisponde alla moltiplicazione delle loro trasformate nel dominio delle frequenze.

Di seguito si dimostra che la risposta di un circuito è più semplice da calcolare nel dominio delle frequenze (la complessità si sposta nella conversione tra i due domini):

𝑌̃(𝜔)=𝐻̃(𝜔)𝑋̃(𝜔)⇔𝑦(𝑡)=12𝜋∫−∞+∞𝑌̃(𝜔)𝑒𝑗𝜔𝑡d𝜔=12𝜋∫−∞+∞𝐻̃(𝜔)𝑋̃(𝜔)𝑒𝑗𝜔𝑡d𝜔=12𝜋∫−∞+∞𝐻̃(𝜔)∫−∞+∞𝑥(𝜏)𝑒−𝑗𝜔𝜏d𝜏𝑒𝑗𝜔𝑡d𝜔=12𝜋∫−∞+∞𝐻̃(𝜔)∫−∞+∞𝑥(𝜏)𝑒𝑗𝜔(𝑡−𝜏)d𝜏d𝜔=∫−∞+∞𝑥(𝜏)∫−∞+∞12𝜋𝐻̃(𝜔)𝑒𝑗𝜔(𝑡−𝜏)d𝜔d𝜏=∫−∞+∞𝑥(𝜏)ℎ(𝑡−𝜏)d𝜏=𝑥(𝑡)∗ℎ(𝑡)

Abbiamo visto che la trasformata di Laplace esiste solo se 𝑓∈𝐿1. La funzione gradino, usata molto comunemente, non appartiene a questa categoria.

Tuttavia, esiste una trasformata notevole che coinvolge la funzione gradino: 𝜃(𝑡)𝑒−𝑎𝑡. Introducendo il termine esponenziale (con 𝑎>0), è possibile estendere la classe di funzioni 𝐿1.

∫−∞+∞𝑓(𝑡)𝑒−𝑎𝑡𝑒−𝑗𝜔𝑡d𝑡

Si è modificato leggermente il kernel della trasformata di Fourier. Tuttavia, si presenta un nuovo problema: per 𝑡→−∞ l’integrale non converge.

Modificando la definizione e ponendo l’intervallo di integrazione in [0,+∞), il problema si risolve. Introducendo il numero complesso 𝑠=𝑎+𝑗𝜔, la trasformata di Laplace è definita come:

∫0+∞𝑓(𝑡)𝑒−𝑠𝑡d𝑡

Il dominio della funzione trasformata cambia leggermente: il parametro 𝑠 è ora un numero complesso qualsiasi, cioè 𝐹̃(𝑠):ℂ→ℂ.

Il ROC (Region of Convergence) è l’insieme dei valori nel piano di Argand-Gauss per i quali la trasformata converge.

𝜃(𝑡)↔ℒ︀1𝑠

La ROC è ℜ(𝑠)>0 come da definizione.

ℒ︀{d𝑓(𝑡)d𝑡}=∫0+∞d𝑓(𝑡)d𝑡𝑒−𝑠𝑡d𝑡=[𝑓(𝑡)𝑒−𝑠𝑡]0+∞−∫0+∞𝑓(𝑡)(−𝑠)𝑒−𝑠𝑡d𝑡=−𝑓(0)+𝑠∫0+∞𝑓(𝑡)𝑒−𝑠𝑡d𝑡=−𝑓(0)+𝑠𝐹̃(𝑠)

Per la derivata 𝑛-esima otteniamo:

d𝑛𝑓(𝑡)d𝑡𝑛↔ℒ︀𝑠𝑛𝐹̃(𝑠)−∑𝑖=1𝑛𝑠𝑛−𝑖d𝑖−1𝑓(0)d𝑡𝑖−1∫0𝑡𝑓(𝑡)d𝑡↔ℒ︀1𝑠𝐹̃(𝑠)
𝑓(𝑡)𝐹̃(𝑠)ROCCondizioni
𝜃(𝑡)1𝑠ℜ(𝑠)>0
𝜃(𝑡−𝑑)𝑒−𝑑𝑠𝑠ℜ(𝑠)>0𝑑>0
𝛿(𝑡)1
𝛿(𝑡−𝑑)𝑒−𝑑𝑠𝑑>0
𝑡𝑛𝑛!𝑠𝑛+1ℜ(𝑠)>0𝑛∈ℕ
𝑒𝑑𝑡1𝑠−𝑑ℜ(𝑠)>ℜ(𝑑)𝑑∈ℂ
sin(𝑑𝑡)𝑑𝑠2+𝑑2ℜ(𝑠)>0𝑑∈ℝ