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Condensatore MOS e funzionamento transistor nMOS

La struttura di base dei circuiti MOSFET è composta da strati:

  • layer conduttore detto gate;
  • strato isolante di biossido di silicio (SiO2);
  • substrato di silicio drogato (di tipo P o N a seconda del fornitore);
Struttura condensatore MOS

Al confine tra il substrato e l’isolante si forma una zona in grado di immagazzinare carica, come in un condensatore.

Quando non viene applicata alcuna tensione sul gate, si trova carica negativa sul conduttore e le lacune nel substrato formano una carica positiva.

La superficie del semiconduttore è in condizione di accumulo.

Cariche nella regione di accumulazione

Se il potenziale del gate viene incrementato, le lacune vengono respinte verso l’interno del substrato, allontanandosi dall’interfaccia con l’isolante.

Il substrato si svuota di portatori maggioritari, come in un diodo.

La carica positiva sul gate è bilanciata dalle cariche negative degli ioni accettori presenti nella zona di svuotamento.

Cariche nella regione di svuotamento

Se il potenziale del gate viene ulteriormente incrementato, gli elettroni generati termicamente nella regione di svuotamento vengono attratti verso la superficie; quando la loro densità supera quella delle lacune, si verifica l’inversione di tipo.

La carica positiva sul gate è bilanciata sia dagli ioni accettori che dagli elettroni.

La tensione alla quale si forma lo strato di inversione è chiamata tensione di soglia (𝑉TN).

Cariche nella regione di inversione

Il transistore si ottiene aggiungendo due terminali, con regioni di tipo 𝑛+ ai lati del gate, dette source e drain. La corrente scorre dal drain al source.

Il canale del condensatore è caratterizzato da una lunghezza 𝐿 e una larghezza 𝑊.

Struttura transistore nMOS

Le regioni 𝑛+ forniscono elettroni per lo strato di inversione e formano anche due diodi con il substrato.

Questi due diodi devono essere polarizzati inversamente, dato che si vuole una corrente che vada dal drain al source e non dal substrato ai terminali. Per ottenere questo effetto, conviene sempre mantenere il body a potenziale 0, in modo da garantire che tutti gli altri terminali abbiano un potenziale maggiore.

Struttura e simbolo transistore nMOS

In condizione di regime, la corrente sul gate è nulla. Pertanto, la corrente che entra dal drain deve essere la stessa che esce dal source, per la legge di Kirchhoff dei nodi.

  • 𝑉GS≪𝑉TN: i diodi sono polarizzati a zero o inversamente, quindi scorre una corrente molto debole tra di essi;

  • 𝑉GS<𝑉TN: si forma la regione di svuotamento sotto il gate, che si estende fino a quelle dovute alle giunzioni 𝑝𝑛, ma non scorre corrente perché la regione è costituita solo da ioni fissi;

  • 𝑉GS>𝑉TN: il canale tra le due regioni 𝑛+ è costituito da elettroni liberi, quindi se 𝑉DS≠0 può scorrere corrente tra source e drain;

    All’interno del canale la tensione varia da 𝑉S a 𝑉D in modo approssimativamente lineare.

    Per calcolare la corrente che scorre, è necessario determinare la quantità di carica all’interno del canale:

    𝑄′=−𝑊𝐶ox″(𝑣ox−𝑉TN)

    Dove:

    • 𝑣ox=𝑉GS−𝑣(𝑥), dove 𝑣(𝑥) è la tensione a distanza 𝑥 nel canale. 𝑣ox deve essere sempre maggiore di 𝑉TN.
    • 𝐶ox″=𝜀ox𝑇ox, dove 𝑇ox è lo spessore dello strato di biossido di silicio (SiO2).

    La corrente si calcola con 𝑖(𝑥)=𝑄′(𝑥)𝑠𝑥(𝑥), dove 𝑠𝑥=−𝜇𝑛𝐸𝑥 è la velocità di deriva delle cariche dovuta al campo elettrico.

    Sostituendo, si ottiene la seguente equazione differenziale:

    𝑖(𝑥)=−𝜇𝑛𝑊𝐶ox″(𝑉GS−𝑣(𝑥)−𝑉TN)d𝑣(𝑥)d𝑥

    Si può integrare lungo 𝑥:

    ∫0𝐿𝑖(𝑥)d𝑥=∫0𝑉DS−𝜇𝑛𝑊𝐶ox″(𝑉GS−𝑣(𝑥)−𝑉TN)d𝑣(𝑥)𝐼𝐷=𝜇𝑛𝐶ox″𝑊𝐿(𝑉GS−𝑉TN−𝑉DS2)𝑉DS

Se il MOSFET è acceso (𝑉GS>𝑉DS+𝑉TN) e 𝑉DS è molto piccola, allora esso si comporta come una resistenza, il cui valore può essere controllato da 𝑉GS.

𝐼𝐷=𝐾𝑛(𝑉GS−𝑉TN)𝑉DS𝑅on=1𝐾𝑛(𝑉GS−𝑉TN)

Dove 𝐾𝑛=𝜇𝑛𝐶ox″𝑊𝐿 è il parametro di conduzione del dispositivo (transconduttanza).

Con l’aumento di 𝑉DS il canale si assottiglia verso il drain fino a scomparire quando 𝑉GS=𝑉DS+𝑉TN (pinch-off point). Ulteriori aumenti di 𝑉DS non fanno scorrere più corrente.

La corrente è data da:

𝐼𝐷=𝐾𝑛2(𝑉GS−𝑉TN)2Grafici delle zone di triodo e saturazione

Un transistore reale in saturazione non si comporterà mai come un generatore di corrente ideale.

Il canale diventa più corto all’aumentare di 𝑉DS, quindi la corrente 𝐼D aumenta di un piccolo fattore:

𝐼𝐷=𝐾𝑛2(𝑉GS−𝑉TN)2(1+𝜆𝑉DS)

Questo effetto di modulazione diventa sempre più significativo man mano che i transistor si rimpiccioliscono, rappresentando una sfida per le tecnologie moderne.