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Criterio di diagonalizzabilità e teorema spettrale

Dimostrazione del criterio di diagonalizzabilità

Section titled “Dimostrazione del criterio di diagonalizzabilità”

Riprendiamo il criterio enunciato nella lezione precedente.

Dimostrazione:

∑𝑖=1𝑘𝑎(𝜆𝑖)=dim(𝑉)=∑𝑖=1𝑘𝑔(𝜆𝑖)

Siano 𝜆1,…,𝜆𝑘 gli autovalori distinti di 𝑓. Sia 𝐴𝑖={𝒂𝑖,1,…,𝒂𝑖,𝑔𝑖}, ove 𝑔𝑖=𝑔(𝜆𝑖), una base dell’autospazio 𝐸(𝜆𝑖).

Vogliamo mostrare che 𝐴1∪…∪𝐴𝑘 è una base di 𝑉. Sia

𝒘𝑖=∑ℎ=1𝑔𝑖𝜇𝑖,ℎ𝒂𝑖,ℎ∈𝐸(𝜆𝑖),

e supponiamo che:

𝒘1+…+𝒘𝑘=𝟎.

Poiché autovettori relativi ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti, si ha 𝒘1=…=𝒘𝑘=𝟎. Siccome 𝐴𝑖 è linearmente indipendente, allora 𝜇𝑖,1=…=𝜇𝑖,𝑔𝑖=0.

Il numero di vettori dell’unione è ∑𝑖=1𝑘𝑔(𝜆𝑖)=𝑛, quindi l’unione è una base di 𝑉.

Dati un endomorfismo 𝑓:𝑉→𝑉, dim(𝑉)=𝑛 e i suoi autovalori 𝜆1,…,𝜆𝑘, 𝑘≤𝑛, allora:

𝑓 è diagonalizzabile⇔∑𝑖=1𝑘𝑎(𝜆𝑖)=∑𝑖=1𝑘𝑔(𝜆𝑖)=𝑛

Dato un endomorfismo 𝑓:𝑉→𝑉 tale che 𝜒𝑓(𝜆) sia totalmente riducibile e tale che 𝑎(𝜆𝑖)=1 per ogni autovalore 𝜆𝑖, allora 𝑓 è diagonalizzabile.

Dato un endomorfismo 𝑓:𝑉→𝑉 diagonalizzabile, il determinante della matrice rappresentativa 𝑨 è il prodotto dei suoi autovalori, contati con la loro molteplicità algebrica:

det(𝑨)=∏𝑖=1𝑘𝜆𝑖𝑎(𝜆𝑖)

Matrici diagonalizzabili e cambiamento di base

Section titled “Matrici diagonalizzabili e cambiamento di base”

Consideriamo un endomorfismo diagonalizzabile 𝑓:𝑉→𝑉, una base 𝒜︀ di 𝑉 e la matrice rappresentativa 𝑴𝒜︀(𝑓). Poiché 𝑓 è diagonalizzabile, esiste una base di 𝑉 formata da autovettori di 𝑓.

Gli autovettori (𝒗1,…,𝒗𝑛) di 𝑓 rappresentano le soluzioni (non nulle) del sistema (𝑴−𝜆𝑰)𝒙=𝟎.

Sia ℬ︀={𝒗1,…,𝒗𝑛} una base di 𝑉 formata dagli autovettori 𝒗1,…,𝒗𝑛, con 𝒗𝑖∈𝐸(𝜆𝑖). Poiché 𝑓(𝒗𝑖)=𝜆𝑖𝒗𝑖, la matrice rappresentativa di 𝑓 rispetto a ℬ︀ è la matrice diagonale con gli autovalori sulla diagonale principale:

𝑴ℬ︀(𝑓)=diag(𝜆1,…,𝜆𝑛)=[𝜆10…00𝜆2…0⋮⋮⋱⋮00…𝜆𝑛]

La stessa matrice si ottiene con la formula del cambiamento di base:

𝑴ℬ︀(𝑓)=𝑴𝒜︀ℬ︀𝑴𝒜︀(𝑓)𝑴ℬ︀𝒜︀

Dati uno spazio vettoriale euclideo 𝑉 e un endomorfismo 𝑓:𝑉→𝑉, 𝑓 è simmetrico se:

𝑓(𝒗)⋅𝒘=𝒗⋅𝑓(𝒘)

Se 𝑓 è simmetrico e 𝜆1≠𝜆2 sono autovalori distinti di 𝑓, allora i vettori 𝒗1∈𝐸(𝜆1), 𝒗2∈𝐸(𝜆2) sono ortogonali (𝒗1⋅𝒗2=𝟎). In altre parole, i vettori appartenenti ad autospazi distinti sono ortogonali tra loro.

Dati uno spazio vettoriale euclideo 𝑉 di dimensione finita e un endomorfismo simmetrico 𝑓:𝑉→𝑉, esiste una base ortonormale di 𝑉 fatta di autovettori di 𝑓. In particolare 𝑓 è diagonalizzabile.