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Diffusione e modello del diodo a giunzione p-n

Se il drogaggio del silicio non è uniforme, le concentrazioni dei portatori variano lungo il cristallo.

All’interno del semiconduttore si generano correnti di diffusione proporzionali al gradiente di concentrazione dei portatori, che si muovono da regioni a maggiore concentrazione verso regioni a minore concentrazione.

  • 𝑗𝑝diff=(+𝑞)𝐷𝑝(−∇𝑝)
  • 𝑗𝑛diff=(−𝑞)𝐷𝑛(−∇𝑛)

𝐷𝑝 e 𝐷𝑛 sono le diffusività di lacune ed elettroni.

Mobilità e diffusività sono legate dalla relazione di Einstein, che definisce la tensione termica 𝑉𝑇 in funzione della temperatura:

𝑉𝑇=𝐷𝑛𝜇𝑛=𝐷𝑝𝜇𝑝=𝑘𝑇𝑞≃0.0258V(a 300 K)

La corrente totale, che si ottiene applicando un campo elettrico e sommando la corrente di drift e quella di diffusione, è:

  • 𝑗𝑛𝑇=𝑞𝜇𝑛𝑛𝐸+𝑞𝐷𝑛∇𝑛=𝑞𝜇𝑛𝑛(𝐸+𝑉𝑇1𝑛∇𝑛)
  • 𝑗𝑝𝑇=𝑞𝜇𝑝𝑝𝐸−𝑞𝐷𝑝∇𝑝=𝑞𝜇𝑝𝑝(𝐸−𝑉𝑇1𝑝∇𝑝)

Si ricorda che il campo elettrico 𝐸⃗ in un semiconduttore con permittività 𝜀 varia nello spazio in risposta alla distribuzione di carica 𝜌:

∇⋅(𝜀𝐸⃗)=𝜌

Un substrato di silicio drogato funge da supporto e aree drogate diversamente vengono create sulla superficie. Queste aree vengono collegate tramite piste in alluminio, disposte su diversi strati separati da un isolante.

Sezione di un circuito

Un diodo è costituito dalla giunzione tra un blocco di silicio di tipo 𝑝 (anodo) e uno di tipo 𝑛 (catodo). Il suo simbolo circuitale è:

Simbolo circuitale diodo

La presenza di un forte gradiente di concentrazione dei portatori genera una corrente di diffusione dalla zona 𝑝 alla zona 𝑛. Al confine tra le due zone si creano degli ioni: negativi nella zona 𝑝 e positivi nella zona 𝑛, formando così una regione di carica spaziale.

Poiché la corrente totale in equilibrio deve essere nulla, si genera un campo elettrico e una corrente di drift che bilancia quella di diffusione.

Correnti e campi all'interno del diodo

La tensione che il campo elettrico genera all’interno del diodo viene solitamente chiamata tensione di built-in (𝜑𝑗).

Per calcolare il suo valore si pone la corrente totale uguale a 0.

𝑗𝑝𝑇=𝑞𝜇𝑝𝑝(𝐸−𝑉𝑇1𝑝∇𝑝)=0

da cui:

𝐸=𝑉𝑇1𝑝∇𝑝⇔−∇𝑉=𝑉𝑇1𝑝∇𝑝⇔d𝑉=−𝑉𝑇d𝑝𝑝⇔𝑉2−𝑉1=𝑉𝑇ln(𝑝1𝑝2)𝜑𝑗=𝑉𝑇ln(𝑁𝐴𝑁𝐷𝑛𝑖2)

Applicando un potenziale esterno al diodo, se ne altera l’equilibrio.

Applicando un potenziale positivo (polarizzazione diretta), la regione di carica spaziale si restringe e la barriera di potenziale si abbassa, permettendo il flusso di una corrente di portatori maggioritari per diffusione.

Un potenziale negativo (polarizzazione inversa) allarga la regione di carica spaziale, facendo sì che la corrente sia formata prevalentemente dai portatori minoritari, poiché la corrente di diffusione viene ostacolata.

Caratteristica del diodo𝑖𝐷=𝐼𝑆(𝑒𝑞𝑣𝐷𝑛𝑘𝑇−1)=𝐼𝑆(𝑒𝑣𝐷𝑛𝑉𝑇−1)

Dove:

  • 𝑖𝐷: corrente che scorre attraverso il diodo;
  • 𝐼𝑆: corrente di saturazione del diodo;
  • 𝑣𝐷: tensione ai capi del diodo;
  • 𝑞: carica elementare;
  • 𝑘: costante di Boltzmann;
  • 𝑇: temperatura assoluta in Kelvin;
  • 𝑛: fattore di non idealità (tipicamente 𝑛=1);
  • 𝑉𝑇: tensione termica (𝑘𝑇𝑞);